La deportazione degli ebrei dall'Italia
   

Italia Zarfati
Leo Zarfati
Rosa Zarfati
Fritz Warschauer
Raoul Vivanti
Emma Vivanti
Celeste Vivanti
Wanda Veneziani
Ubaldo Veneziani
Piero Veneziani
Pellegrino Veneziani
Margherita Veneziani
Marcella Veneziani
Lea Veneziani
Guido Veneziani
Giacomo Veneziani
Dario Veneziani
Aldo Veneziani
Leone Italo Valabrega
Ida Trevi
Virginia Terracina
Leone David Terracina
Leo Terracina
Giovanni Terracina
Giacomo Terracina
Cesare Terracina
Anna Terracina
Amedeo Terracina
Adriana Terracina in Ascoli
Arrigo Tedeschi
Pacifico Tagliacozzo
Enrica Tagliacozzo
Enrica Tagliacozzo in Veneziani
Celeste Tagliacozzo
Angelo Tagliacozzo
Galliano Tabarini
Ada Spizzichino
Costanza Spizzichino Astrologo
Elvira Spizzichino
Eugenio Spizzichino
Giacomo Spizzichino
Giuditta Spizzichino
Graziella Spizzichino
Letizia Spizzichino
Rosa Spagnoletto in Sciunnach
Settimio Spagnoletto
Amedeo Sonnino
Costanza Sonnino
Isacco Sonnino
Margherita Sonnino
Mosè Marco Sonnino
Samuele Sonnino
Celeste Sestieri Veneziani
Anita Sermoneta
Rosa Sermoneta
Silvia Sermoneta
Clara Sereno
Emma Seppilli
Mario Segre
Marco Segre
Elena Segre
Angelo Sed
Marco Sciunnach
Settimio Sciunnach
Alfredo Sansolini
Adolfo Sansolini
Giordano Sangalli
Clementina Sacerdote
Michele Sabatello
Liana Ornella Sabatello
Letizia Sabatello
Leone Sabatello
Italia Sabatello
Graziella Sabatello
Giovanni Sabatello
Enrica Sabatello
Emma Sabatello
Celeste Alba Sabatello
Abramo Sabatello
Lucia Rosselli
Marcella Rosselli
Angelo Romanelli
Carla Romanelli
Lamberto Romanelli
Laura Romanelli
MicheleMarco Romanelli
Laura Roccas in Citoni
Alba Sofia Ravenna Levi
Alessandro Portieri
Carlo Pontecorvo
Clelia Pontecorvo Sonnino
Gianfranco Pontecorvo
Amelia Piperno
Angelo Piperno
Augusto Piperno
Claudio Piperno
Vera Piperno in Pontecorvo
Virginia Piazza in Di Porto
Fernanda Piazza
Donato Piazza
Dora Piattelli
Elda Piattelli
Debora Perugia
Dora Pavoncello
Leone Pavoncello
Mario Passarella
Gino Pace
Sergio Pace
Orabona Moscato
Giacobbe Moscati
Reale Moscati
Giulio Mortera
Jole Mortera
Virginia Mortera
Silvana Milano
Adolfo Mieli
Armando Mieli
Ester Mieli
Michele Mieli
Umberto Mendes
Maurizio Mendes
Marcello Mendes
Vittorio Manasse
Ida Luzzati
Pacifico Livoli
Angelo Limentani
Giorgio Levi
Mario Levi
Gisella Grego
Emma Forti in Piperno
Salvatore Fiorentino
Leone Fiorentino
Lello Fiorentino
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Valerio Fiorentini
Salvatore Fiorentini
Piera Fiorentini
Adriana Finzi
Carlo Finzi
Enrico Finzi
Luciana Finzi
Amadio Sabato Fatucci
Angelo Fatucci
Attilio Fatucci
Augusto Efrati
Elia Efrati
Giuseppe Efrati
Enrico David Di Veroli
Abramo Di Veroli
Gemma Di Tivoli
Enrica Di Segni
Giulia Di Segni Della Seta
Grazia Di Segni
Colomba Di Segni
Alberto Di Segni
Lazzaro Di Porto
Alfredo Donato Di Nola
Delia Di Nola
Laudadio Di Nepi
Settimio Renato Di Cori
Giulia Di Cori
Dario Di Cori
Beniamino Di Cori
Amedeo Di Cori
Ada Di Consiglio
Cesare Di Consiglio
Cesare Elvezio Di Consiglio
Clara Di Consiglio
Enrica Di Consiglio
Franco Di Consiglio
Graziano Di Consiglio
Leonello Di Consiglio
Lina Di Consiglio
Marco Di Consiglio
Marco Di Consiglio
Mario Marco Di Consiglio
Marisa Di Consiglio
Mirella Di Consiglio
MosŤ Di Consiglio
Pacifico Di Consiglio
Rina Ester Di Consiglio
Salomone Di Consiglio
Santoro Di Consiglio
Virginia Di Consiglio
Giuseppe Di Castro
Angelo Di Castro
Angelo Di Castro
Giovanni Di Castro
Giuliana Colomba Di Castro
Amadio Di Capua
Anita Di Capua
Zaccaria Di Capua
Cesira Della Torre
Eva Della Seta
Giancarlo Della Seta
Giovanni della Seta
Leonello Della Seta
Livia Della Seta
Samuele Leone Della Seta
Eldio Del Vecchio
Giulia del Monte
Orazio Corsi
Fortunata Coen in Finzi
Giorgina Guglielma Coen
Arrigo Citoni
Angelo Citoni
Carlo Citoni
Giacomo Guido Citoni
Giuseppina Anita Citoni
Noemi Cingoli
Evelina Chinichi Alatri
Egidio Checchi
Perla Emma Caviglia
Adolfo Caviglia
Renato Cantalamessa
Teresa Campagnano
Carlo Camisotti
Wanda Camerino
Italo Camerino
Benvenuta CalÚ
Cesira CalÚ
Dante CalÚ
Rossana CalÚ
Margherita Bondi Milano
Abramo Alberto Bises
Clara Baroccio Efrati
Virginia Baroccio in Piperno
Italia Astrologo
Cesare Astrologo
Vito Ascoli
Lidia Ascoli Terracina
Adele Ascarelli
Angelo Anticoli
Paolo Angelini
Giulio Amati
Lionello Alatri

La deportazione degli ebrei dall'Italia iniziò molto rapidamente, dopo l'8 settembre 1943, con l'insediamento delle truppe tedesche nel nord e nel centro della penisola. Già nei primi dieci giorni di ottobre iniziarono le deportazioni nelle zone di Trieste e Bolzano, sottoposte alla diretta amministrazione delle autorità naziste. Il 26 settembre fu ordinato agli ebrei romani di consegnare 50 kg d'oro, pena la deportazione di 200 capifamiglia. Malgrado l'oro fosse stato consegnato, all'alba di sabato 16 ottobre fu avviata a Roma la prima retata di massa di ebrei, che portò all'arresto di oltre mille persone ad opera di un reparto specializzato di SS, comandato da Herbert Kappler.

Ciò era stato possibile perché, a differenza di quanto era accaduto nel resto dell'Europa occupata, la politica antisemita non era giunta in Italia portata dall'esercito nazista. Già nell'estate del 1938, prima con il “Manifesto della razza”, poi con la “Dichiarazione della razza”, il censimento degli ebrei italiani, i provvedimenti contro gli ebrei stranieri, l'espulsione di docenti e studenti ebrei dalle scuole e dalle università (settembre 1938), il fascismo aveva avviato una complessa e completa politica razzista. Le cosiddette “leggi razziali” del novembre 1938 determinarono la nascita di un corpo legislativo compatto che espelleva gli ebrei anche dalle professioni, dagli impieghi pubblici, da alcuni tipi di impieghi privati, prescriveva limiti alle loro proprietà, proibiva i matrimoni misti, escludeva gli ebrei da ogni forma di vita culturale e sociale (biblioteche, archivi, circoli sportivi, attività editoriali, teatrali, ecc.). Furono creati appositi uffici che curarono l'applicazione rigorosa delle leggi, oltre che l'aggiornamento del censimento.

Fu così possibile ai nazisti trovare in Italia il terreno già predisposto per l'avvio immediato delle deportazioni, usufruendo – tra l'altro – del censimento analitico e completo delle famiglie ebraiche e delle loro residenze.

A Roma, dopo la retata del 16 ottobre, i prigionieri furono trattenuti al Collegio Militare, accanto a Regina Coeli, fino alla mattina del lunedì successivo, quando furono portati alla stazione Tiburtina e caricati su treni merci. Da lì, alle 14.05 partirono direttamente per Auschwitz, dove la grande maggioranza fu inviata direttamente alle camere a gas il giorno dell'arrivo, 23 ottobre 1943. Non era ancora stato istituito il campo di transito di Fossoli, in provincia di Carpi, che iniziò a funzionare verso la fine del 1943, come centro di raccolta degli ebrei da trasportare nei campi di sterminio. In seguito all'avanzata delle truppe alleate, fu successivamente sostituito da quello di Bolzano-Gries, mentre sul Litorale Adriatico funzionava la Risiera di San Sabba.

Il 30 novembre 1943, nel suo manifesto programmatico (la “Carta di Verona”) la Repubblica Sociale Italia proclamava gli ebrei italiani stranieri e nemici, legittimando così lo scatenarsi, nei mesi successivi, della spietata caccia all'ebreo che avrebbe condotto a circa ottomila deportati dall'Italia nei campi di sterminio.

A Roma, nei mesi successivi e fino alla Liberazione, più di mille ebrei si aggiunsero agli oltre mille deportati del 16 ottobre, arrestati quasi sempre su delazione di italiani, fascisti o, semplicemente, desiderosi di incassare la taglia di 5000 lire posta su ogni ebreo.

Le tre famiglie alle quali vengono oggi dedicate le “pietre di inciampo” rappresentano simbolicamente la realtà della deportazione degli ebrei da Roma. Due di esse, le famiglie Spizzichino e Levi sono state deportate il 16 ottobre, la terza, la famiglia Terracina, è stata arrestata in seguito.
Della famiglia Spizzichino furono arrestate, all'alba del 16 ottobre, la madre Grazia Di Segni di 54 anni, le figlie Giuditta di 21 anni, Ada di 28 e la piccola Rossana Calò, figlia di Ada, di due anni. Insieme a loro fu arrestata anche Settimia, sorella di Ada e Giuditta, l'unica donna sopravvissuta alla retata del 16 ottobre. Grazia, Ada e la nipotina Rossana furono immediatamente assassinate all'arrivo, Settimia e Giuditta sopravvissero alla prima selezione, ma Giuditta morì successivamente. L'arresto avvenne nella casa di via della Reginella, nell'antico quartiere del ghetto di Roma, dove ancora abitavano numerose famiglie appartenenti a un ceto popolare di ebrei dediti prevalentemente a piccole attività commerciali, in un ambiente ancora patriarcale.

La famiglia Levi, invece, abitava in via Flaminia ed era una tipica famiglia della buona borghesia ebraica, dedita alle professioni. Un ricordo di questa famiglia è presente nel famoso romanzo “La parola ebreo” di Rosetta Loy. Furono arrestati il padre, ingegner Mario Levi di 55 anni, la madre Alba Ravenna di 52 anni e il figlio Giorgio di 18 anni. La madre fu assassinata all'arrivo, il padre e Giorgio perirono successivamente.

La famiglia Terracina, invece, era scampata alla retata del 16 ottobre, riuscendo a nascondersi. Purtroppo, il desiderio di rivedere i familiari per la festività ebraica di Pesach fu l'occasione per l'arresto, avvenuto il 7 aprile 1944. Il figlio Piero, allora quindicenne, arrestato e deportato anche lui insieme ai familiari e unico sopravvissuto, ha ricordato più volte le circostanze che vi condussero. La sorella Anna, una bella ragazza di 23 anni, era stata seguita per strada da un fascista, forse nel tentativo di un approccio galante. Disgraziatamente questo condusse all'identificazione della famiglia e alla localizzazione dell'appartamento. Piero ricorda distintamente di aver visto il delatore al portone del palazzo il giorno dell'arresto. Furono trasportati a Fossoli e poi ad Auschwitz; il nonno Leone David di 84 anni, assassinato all'arrivo, il padre Giovanni di 56 anni, assassinato all'arrivo, la madre Lidia Ascoli di 57 anni, assassinata all'arrivo, la figlia Anna di 23, deportata a Auschwitz e morta a Bergen Belsen, il figlio Leo di 21, deportato ad Auschwitz e morto in luogo e data ignota, Cesare di 20 anni, deportato ad Auschwitz e morto nel campo di Natzweiler il primo dicembre 1944, Amadeo, di 49 anni deportato ad Auschwitz e morto in quel campo il 26 ottobre 1944.

Micaela Procaccia